Il Kintsugi è l’antica arte giapponese di riparare oggetti in ceramica rotti utilizzando la lacca d’oro per saldare le crepe, celebrando le imperfezioni e le fratture come parte preziosa della loro storia. Allo stesso modo questo progetto fotografico nasce per celebrare la resilienza e la forza delle donne che hanno affrontato tumori e poi operazioni che ne hanno modificato drasticamente il corpo e quindi il senso di identità: come il seno, l’utero, l’addome e altre parti.
Attraverso l’arte del ricamo, ogni donna che ha partecipato al progetto ha prima creato delle composizioni che rappresentassero le personali fonti di sostegno cui aggrapparsi durante il percorso oncologico, poi ha posato davanti alla fotocamera indossando quelle stesse creazioni esattamente sopra la zona in cui era avvenuta l’operazione.
In questo modo cicatrici che raccontano storie di dolore e rinascita sono state impreziosite con perline, fiori e tessuti raffinati, trasformando i segni delle battaglie in opere delicate e potenti.
Ogni scatto cattura una metamorfosi: le ferite, ricamate e adornate, diventano simboli di vita e nutrimento, portando con sé una bellezza che parla di esperienze vissute e di corpi che hanno trovato nuova forza.
Questo ricamo è anche la riscoperta di una tradizione antica, il rito collettivo di quando le donne si radunavano per tessere e condividere, intrecciando non solo fili, ma anche legami, storie e sostegno reciproco.
Le ferite adornate sono frammenti di identità e memoria, che diventano una parte preziosa della storia di ognuna, come le donne che le indossano: fiere, unite e autentiche.
